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Forex - I rendimenti al rialzo dei bond greci pesano sull’Euro. Lo Yen beneficia di un possibile rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Cinese. La Sterlina ha ridimensionato i guadagni a seguito dell’eccellente risultato raggiunto dal candidato liberal Clegg nel dibattito televisivo di ieri, un fatto che ha incrementato i timori di un prossimo Parlamento senza una maggioranza definita. Il dollaro Usa ha recuperato parte del terreno perduto nelle ultime 24 ore a seguito del ridimensionamento della propensione al rischio sui timori relativi alle conseguenze del salvataggio finanziario della Grecia da parte dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. I rendimenti al rialzo dei titoli greci hanno pesato sull’Euro poichè sono tornati ieri sopra 7,3%, un livello che si era toccato prima della definizione del piano di aiuti. Pertanto, il primo ministro greco George Papandreou ieri si è affrettato a chiedere un incontro con Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea le cui consultazioni dovrebbero avere inizio il 19 Aprile ad Atene. I crescenti timori relativamente ad un rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Cinese entro le prossime due settimane ha inoltre causato un ridimensionamento degli asset rischiosi e di questo ha beneficiato lo Yen le cui quotazioni sono infatti al rialzo. La delusione circa il dato di ieri sulle richieste settimanali dei senza lavoro americani (uscito a 484.000, ben al di sopra delle attese di 440.000) ha pesato negativamente sulla propensione al rischio, mentre la produzione industriale e gli altri dati economici sono usciti meglio delle aspettative confermando i timori del Presidente della Fed Bernanke circa la ripresa e lo scenario sul mercato del lavoro.
La Sterlina ha continuato a confermare le sue buone capacità di ripresa nei confronti dell’Euro poichè i timori relativi alla Grecia e agli altri Paesi periferici del “Club Med” continuano a pesare sulla moneta unica. Ciononostante, la valuta britannica ha perso parte dei guadagni realizzati ieri contro l’Euro e il Dollaro a seguito dell’eccellente risultato raggiunto dal candidato liberal Clegg nel dibattito televisivo di ieri sera, un fatto che ha incrementato i timori di un prossimo Parlamento senza una maggioranza definita. Eurodollaro – mentre l’Euro può mantenersi sopra la resistenza chiave di 1.3520, il pericolo di un movimento verso i livelli massimi di Marzo a 1.3800 è una possibilità reale. Per ora una barriera di breve termine sembra essere rappresentata dai livelli massimi toccati questa settimana intorno a 1.3690, la cui rottura potrebbe consentire di toccare 1.3800. Un’ulteriore rottura sopra 1.3800 potrebbe provocare ulteriori ricoperture di breve periodo verso 1.4000. D’altra parte, una rottura sotto 1.3520 renderebbe possible il movimento verso 1.3380. Sterlina/Dollaro americano – la Sterlina continua a registrare performance migliori rispetto a quelle messe a segno dall’Euro nei confronti del Dollaro spingendosi verso le fasce alte delle recenti oscillazioni. I livelli massimi testati precedentemente intorno all’area di 1.5350 costituiscono ora un’area di supporto. La rottura al di sopra della media mobile a 50 giorni ha contribuito a questo proposito al test verso area 1.5550/80 che rappresenta un ritracciamento del 38.2% dai livelli massimi del mese di Novembre a 1.6875 ai minimi di Marzo di 1.4780. Sta inoltre trovando alcuni livelli di supporto intorno all’area 1.5420. Euro/Sterlina – l’Euro, ancora una volta, non è riuscito a rompere la resistenza di 0.8880 rappresentata dalla media mobile a 200 giorni. Mentre infatti al di sotto di questo livello chiave l’Euro continuerà a rimanere vulnerabile a ulteriori pressioni al ribasso. Rimane il rischio di un test iniziale verso i minimi di Febbraio a 0.8660. Dollaro americano/Yen – lo yen ha proseguito nelle sue oscillazioni degli ultimi giorni, intrappolato nella fascia 93.70/80 pur mantenendo il supporto intorno all’ area 92.60/80. Una rottura di quota 92.60/80 porterebbe ad un nuovo obiettivo posto a 92.30 che rappresenterebbe un “pullback” del 38.2% dai minimi di 88.10 ai massimi settimanali di 94.78. I livelli massimi degli ultimi sette mesi e registrati questa settimana prima a 94.78 e poi a 95.10, rimangono resistenze-chiave e rappresentano barriere per ulteriori guadagni. Michael Hewson Market Analyst CMC Markets
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