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Forex - Mercato dei cambi ad un punto di svolta? Nel mercato Forex, il mercato dei cambi, se non potete manovrare o speculare sul usd/yuan, men che meno sul peg usd/hongkong dollar, sull’ euro/chf e su decine di altri cross primari o secondari, che vi resta? Resta l’euro/usd che ha margini di manovra piuttosto ampi: a cerchi concentrici, 1.3640/ 1.4440, oppure 1.2840/1.4840 o ancora 1.1640/1.6040. Esaminando i cambi della settimana appena conclusa, è interessante rilevare che i cinque massimi giornalieri, tutti al di sopra di 1.42 si sono collocati ai seguenti livelli: 1.4248 – 1.4276 – 1.4257 – 1.4291 – 1.4253. Rispetto al delicato punto collocato a 1.4340 ci si è ballato attorno ma 1.4291 (massimo di giovedì 23 luglio) ha partorito una chiusura di giornata a 1.4160 e 1.4253 (massimo di venerdì 24 luglio) ha prodotto un cambio di chiusura a 1.4195. Cosa ricavarne? E’ difficile dirlo salvo mettere per iscritto alcune riflessioni:
il positivo andamento delle borse azionarie è stato accompagnato dai soliti eventi: indebolimento dello yen (a 95 e a 135), stabilizzazione del franco svizzero, forza ripetuta del rand sudafricano contro dollaro e buona tenuta anche contro euro, tipico dei momenti di ‘bonanza’. In questo quadro il mercato spinge al rialzo l’euro/usd pur mancando i presupposti per preferire l’euro al dollaro, se non la usuale diffidenza verso una moneta sovrabbondante. È chiaro che attorno a 1.4040-1.4340 si svolgerà una battaglia di notevoli proporzioni, ma non è a noi chiaro chi in questa fase vuol spingere il cambio al di sopra di 1.45. Al tempo stesso, se i segnali di consolidamento dell’economia americana fossero confermati, non ci stupiremmo nemmeno di un ritorno del cambio dalle parti di 1.3450. In questo quadro si inserisce il ruolo della Cina: partiamo da alcuni dati: a maggio 2009 le riserve valutarie di Pechino hanno raggiunto la fantastica cifra di 2.130 miliardi di dollari. Si stima con un 70% espresso in dollari Usa, dei quali 810.5 miliardi investiti in Treasury Bonds americani. Lunedì e martedì 27 e 28 luglio, c’è il primo incontro della nuova Amministrazione di Barack Obama con i maggiori responsabili cinesi (vertici semestrali che si alternano a Washington e a Pechino). La Cina vuole assicurazioni che la sua montagna di crediti espressi in dollari americani non evapori in quella che viene considerata l’inevitabile caduta del biglietto verde. Nessuno dimentica che 1.6040 è divenuto 1.2640 in pochi mesi. Nessuno in questa fase può permettersi di scherzare sulle valute (dollaro ed euro) la cui buona tenuta è garanzia del proseguio del percorso virtuoso su cui si incanala la ripresa delle economie. Nessuna lacerazione è tollerata nei prossimi dodici mesi e Governi e Banche Centrali devono essere pronti ad arginare debordi e flutti che trapassano gli argini. Che i bilanci di alcune importanti società della Corea del Sud siano stati aiutati dalla debolezza del won coreano e che il bilancio dell’inglese Vodafone sia stato aiutato dalla debolezza della sterlina è cosa che sembra spingere un maggior numero di paesi verso il processo di una svalutazione della propria moneta come panacea di tutti i mali. Ma è sbagliato! Obama e Geithner sono di fronte ad una delle principali sfide: la tenuta del dollaro. Così come la riforma sanitaria collegata ad un aumento dei contributi per le classi medio-alte è l’altra sfida di peso sul cammino della nuova Amministrazione. (Natalino Bittanti) ____________________________________________________________________________________________________________ SALEX - via Stelvio, 7 20025 Legnano (Milano) Tel +39 0331 455471
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