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Euro - Dati economici e fiducia Zona euro. In Zona Euro come va l'economia? Quali segnali danno i più importanti indicatori economici che fanno riferimento all'Euro? quale è la fiducia degli operatori finanziari ed economici nell'Euro? La fiducia nell'Euro sembra godere ottima salute. I sondaggi sulla fiducia in aprile hanno offerto dati molto ottimistici. E' possibile che nel secondo trimestre ci siano delle sorprese sulla crescita economica in zona Euro.
Il PMI composito sale da 55.9 a 57.3 (consensus 55.6), toccando i massimi dall’agosto 2007 e portandosi su livelli coerenti con una crescita del PIL pari allo 0.8-0.9% T/T. Bisogna però sottolineare che nell’ultimo anno il PMI ha sempre sovrastimato la crescita e che le indicazioni dei dati grezzi restano molto deboli. L’indice manufatturiero è salito da 56.6 a 57.5 (massimo dal giugno 2006), trainato dalla componente output (+1.5 a 61.3, massimo dal giugno 2000). Stabili gli ordinativi, l’occupazione continua ad avvicinarsi a quota 50 (+0.9 a 49.4). Il PMI del terziario guadagna 1.4 punti, portandosi a 55.5 (massimo dall’ottobre 2007) e rafforzando le speranze che anche la domanda domestica stia iniziando a crescere con maggior vigore. A livello nazionale, in Germania il PMI manufatturiero sale di 1.1 punti a 61.3, toccando un nuovo massimo storico. Fortissima la componente output (+2.6 a 66.8, stracciati i massimi precedenti con un aumento di 10 punti da inizio anno) mentre l’occupazione torna sopra quota 50 (+1.8 a 51.5) per la prima volta dal settembre 2008. Praticamente stabile il PMI del terziario (+0.1 a 55.0). In Francia, invece, a stupire è il PMI dei servizi, che guadagna 4 punti a 57.8 recuperando il terreno perso nei primi 3 mesi del 2010. L’indice manufatturiero sale di soli 2 decimi, portandosi a 56.7 (massimo dal luglio 2006). Il forte aumento dell’ottimismo fra gli imprenditori tedeschi è testimoniato anche dal balzo dell’IFO, che si porta da 98.2 a 101.6 (consensus 98.9) toccando i massimi dal maggio 2008. Il giudizio sulle condizioni attuali passa da 94.5 a 99.3, la componente attesa (già su livelli storicamente molto elevati) sale di due punti a quota 104.0. L’indice è ora su livelli coerenti con una crescita annua del PIL attorno al 2.0% A/A. Torna a salire anche l’indice ZEW, che interrompe una serie di 6 cali consecutivi balzando da 44.5 a 53.0 (consensus 45.2). Molto positivo anche l’indice francese INSEE, che sale di 4 punti a quota 97 (consensus 95) toccando i massimi dal luglio 2008. I dettagli mostrano un forte aumento del libro ordini e dell’outlook produttivo. Per quanto riguarda i dati grezzi, spicca il rimbalzo delle vendite al dettaglio francesi, che a marzo sono salite dell’1.2% M/M dopo i forti cali di gennaio (-2.5%9) e febbraio (-1.4%). La volatilità dipende soprattutto dal comparto auto (+1.4% M/M). Il trimestre si chiude con un calo vicino al 2.0% T/T che sembra preludere ad una contrazione dei consumi. Migliori i dati italiani di febbraio: +0.1% M/M in termini sia nominali che reali; il primo bimestre mostra una crescita dello 0.2% reale rispetto a l 4T09, che potrebbe segnalare un’importante inversione di tendenza. Positivo, infine, anche il dato regionale di febbraio sugli ordini industriali: +1.5 %M/M dopo il -1.6% di gennaio ed indice superiore dello 0.6% rispetto alla media del 4T09. Euro quindi che sembra poter avere la forza di risalire sul dollaro dopo la crisi dovuta alla grecia. L’Euro mostra la possibilità, se riesce a superare la resistenza in area 1.3500, di un nuovo movimento al rialzo fino ad un primo obbiettivo intorno a 1.3730 (seguente 1.3815). Per chi intende aprire posizioni lunghe (stop loss a quota 1.3000) sembra arrivato il momento di comprare euro. |